Tuesday, April 15, 2008

Poetic diversions

I should probably write something about the italian elections.. but that's too depressing, too banal and I'm already sick so I don't feel like it.
Instead today i found again this beautiful poem and I read it and I thought "that's it"! So here it is part of my favourite piece of the poem (a small piece for space reasons).
It's in italian.. sorry for the non-italian speaker.. it would be really worth it to understand.. Tiz, do you have an english translation/do you know where can I find it?!?!

(...)
dissipa l'orrore, sposta l'orrore al bene. Dissipa
tu se tu vuoi questa debole vita che si lagna,
ma io non ti trovo, e non oso dissiparmi. Dissipa
tu, se tu puoi, se tu sai, se ne hai il tempo
e la voglia, se è il caso, se è possibile, se
non debolmente ti lagni, questa mia vita che
non si lagna. Dissipa tu la montagna che m'impedisce
di vederti o di avanzare;nulla si può dissipare
che già non si sia sfiaccato. Dissipa tu se tu
vuoi questa mia debole vita che s'incanta ad
ogni passaggio di debole bellezza dissipa tu
se tu vuoi questo mio incantarsi, dissipa tu
se tu vuoi la mia eterna ricerca del bello e
del buono e dei parassiti. Dissipa tu se tu puoi
la mia fanciullaggine;dissipa tu se tu vuoi,
o puoi, il mio incanto di te, che non è finito:
il mio sogno di te che tu devi per forza assecondare,
per diminuire. Dissipa se tu puoi la forza che
mi congiunge a te: dissipa l'orrore che mi ritorna
a te. Lascia che l'ardore si faccia misericordia,
lascia che il coraggio si smonti in minuscole
parti, lascia l'inverno stirarsi importante nelle
sue celle, lascia la primavera portare via il
seme dell'indolenza, lascia l'estate bruciare
violenta e incauta;lascia l'inverno tornare
disfatto e squillante, lascia tutto ritorna
a me;lascia l'inverno riposare sul suo letto
di fiume secco;lascia tutto, e ritorna alla
notte delicata delle mie mani. Lascia il sapore
della gloria ad altri, lascia l'uragano sfogarsi.
Lascia l'innocenza e ritorna al buio, lascia
l'incontro e ritorna alla luce. Lascia le maniglie
che coprono il sacramento, lascia il ritardo
che rovina il pomeriggio. Lascia, ritorna, paga,
disfa la luce, disfa la notte e l'incontro, lascia
nidi di speranze, e ritorna al buio, lascia credere
che la luce sia un eterno paragone.
(...)
da ‘La libellula’ Amelia Rosselli

[This is implicitly an homage to Tiz i guess :) who introduced me to and made me appreciate Amelia Rosselli, reading her poems to me and letting me understand her poetry..]

2 comments:

Unknown said...

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=74667
questo invece è il mio contributo! o meglio, rimango in England fino alla fine del mandato. Dichiaarazione pubblica e vera.

Si parla di elezioni e si utilizzano i versi di una scrittrice che amo e che rappresenta un pezzo di storia italiana molto importante: suo padre Carlo Rosselli fu trucidato da sicari fascisti a Parigi nel 1937.

Perché gli/le italian* hanno votato quel mafioso, dittatore, ladro?
Quali sono the lacks della sinistra?

Che fare?

Un bacio
tizzja (like a titz)

sabrina said...

brava domi, che hai ripreso a fare il blog, l'ho controllato così per caso ed è stata una bella sorpresa...
e grazie per il regalo, invece di ancora auto-torturatci col pensiero delle elezioni (ha ragione Tiziana: "perchè?") una bellisima poi della grande Amalia! bello! ..anche se io continuo a torturarmi...ci si vede presto,baci,sa